Iris Versari: il coraggio di una giovane partigiana romagnola

 


Nell’estate del 1944, mentre la guerra continuava a segnare profondamente l’Italia, sulle colline della Romagna si consumò una delle vicende più drammatiche della Resistenza. Al centro di quella storia c’era Iris Versari, una giovane donna di appena ventun anni, destinata a diventare uno dei simboli della lotta partigiana nella regione.

Iris era nata il 12 dicembre 1922 a Portico di Romagna, in una famiglia di contadini. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la sua famiglia offrì sostegno ai partigiani della zona. Questa scelta ebbe conseguenze pesanti: la loro abitazione venne incendiata e alcuni membri della famiglia furono arrestati. Iris riuscì a sfuggire alla cattura e decise di partecipare direttamente alla Resistenza. Prima come staffetta e successivamente come combattente, entrò nella formazione guidata da Silvio Corbari, noto comandante partigiano romagnolo.

Nell’agosto del 1944 Iris era ferita a una gamba. Insieme a Corbari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli trovò rifugio in una casa colonica nella zona di Cornia di San Valentino. All’alba del 18 agosto, il casolare venne circondato da forze fasciste e tedesche dopo che la posizione del gruppo era stata individuata. Per i quattro partigiani iniziò uno scontro disperato.

Secondo la motivazione ufficiale della Medaglia d’Oro al Valor Militare, Iris, impossibilitata a muoversi a causa della ferita, incoraggiò i compagni a tentare la fuga e continuò a resistere per agevolarli. Dopo aver colpito un ufficiale nemico entrato nel casolare, decise di togliersi la vita piuttosto che essere catturata. Anche il tentativo di fuga dei suoi compagni ebbe però un esito tragico: Corbari, Casadei e Spazzoli morirono nelle ore successive.

La vicenda di Iris Versari rimase profondamente legata alla memoria della Resistenza romagnola. Molti anni dopo, il 16 aprile 1976, lo Stato italiano le conferì alla memoria la Medaglia d’Oro al Valor Militare, riconoscendo ufficialmente il suo ruolo nella lotta di Liberazione. Aveva vissuto soltanto ventun anni, ma la sua storia continua ancora oggi a ricordare quanto la guerra abbia costretto persone giovanissime a confrontarsi con decisioni estreme e conseguenze irreversibili.

Post a Comment

0 Comments